En?gma, artista che seguo e supporto dalla mia rinascita musicale, il primo aprile ha fatto uscire il suo primo e vero proprio Album: Foga.
Militante nella MACHETE CREW sino dalla sua fondazione, En?gma ha saputo conquistare il cuore di centinaia di migliaia di persone con singoli come Tyler Durden, Ipnosi , Malapoetry XXI e molti altri.
L'anno scorso fece uscire uno degli EP che preferisco in assoluto: Rebus. Molto stile Machete, Rebus affronta tutti gli argomenti cari al nostro rapper sardo:l'ignoto, le domande, l'astratto.
Foga è l'indiscutibile evoluzione del suo stile. E' passato da un astio adolescenziale ad un odio più profondo, liriche e metriche incastrate come pezzi di un puzzle e alla vera creazione del suo inconfondibile gergo.
Ascoltando En?gma sembra di ascoltare poesia.
I suoi termini forbiti rimandano ad un lessico alto e ricercato, tutto il contrario di quello che molti rapper del momento cercano di fare. Ovviamente questa scelta stilistica è un chiaro riferimento alla sua indole pensierosa e alla sua avversione verso l'omologazione. Se in America, come in Italia, i rapper usano il cosidetto gergo da strada, En?gma va oltre e crea un gergo tutto suo.
Tra le tracce che preferisco, una in particolare ha colto smisuratamente la mia attenzione: Il rumore dell'Umore. Una canzone che parla della volubilità dell'animo, di come spesso l'angoscia prenda il sopravvento e la felicità sia solo di passaggio nella sua vita. Il beat prodotto da Ergobeat (già presente nella celebre Olimpiade, singolo estratto da Machete Mixtape II) descrive perfettamente lo stato mentale dell'artista. Emblematico il ritornello : In cosa mi trasformo sta notte?
Altro pezzo interessantissimo è John Nash che come in molte altre canzoni, En?gma si ispira per la canzone ad un film: A beutiful Mind. Il testo ripercorre la psiche del matematico: sogni, speranze, aspettative ed illusioni. Il beat che parte con una chitarra pulita diventa sempre più distorto, come se volesse significare il declino della malattia mentale di John Nash.
Foga, trattata come un Intro nel disco, si discosta leggermente dal clima dell'album. Manca dell'ansia di fondo che percorre tutto l'album, ma non per questo è evitabile, tutt'altro. Rime complicate, tempi velocissimi e quel tocco di autostima in più, rende questo singolo una delizia per le orecchie.
Noto con piacere che i 3 big della Machete si stanno evolvendo, senza mai dimenticare le proprie origini: beat cupi e precipitosi, temi accattivanti e, sopratutto, quel senso di insoddisfazione che aleggia intorno ad ogni loro canzone.
En?gma con questo album si riconferma uno dei rapper migliori della scena italiana. Speriamo che troveremo altre traccie di questo calibro nel Machete Mixtape III.


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