sabato 12 aprile 2014

Danger di Nitro secondo Lorenzo | Feterrico Music

Ed è in questi casi che si concretizza il vero scopo del mio blog. Dialogare e discutere con altre persone con cui condivido al stessa passione.
Parlando con il mio amico Lorenzo è nata una collaborazione, quindi, se non siete dei vegani, passate dal suo blog. Il titolo è rappresentativo: Il Rap italiano e Bhetooven




Nitro mi fai incazzare. Dopo Danger mi sono sentito come un professore con quell’alunno che prende nove ogni tanto, quando gli gira, ma che si sforza tutto l’anno per non superare il 5 e mezzo. Così che arrivi a giugno e dici: “e io che voto gli do a questo? Chiunque segua un po’ la scena rap italiana non poteva che affacciarsi curioso sul primo disco vero e proprio del rapper di casa Machete; la voce rauca e violenta, l’ immagine da mezzo nerd metallaro, le rivendicate influenze spesso lontane dalla Black Music (Metal, Punk e Hardcore in primis) fanno di lui un vero unicum fin’ora nella scena italiana. Anche io quindi me ne sono procurato presto una copia e con quale risultato appunto? Una bella incazzatura. Ma prima vi parlo un po’ dell’album in generale...


Il sound è estremamente coerente, cupo e pesante anche se levigato e meno spinto rispetto ad apparizioni precedenti. Abbandonata quasi del tutto la techno più hardcore ed evitate le chitarre distorte, insomma superata la rabbia feroce e grezza di Jack e Sally, l’album è soprendentemente hip-hop. Certo ciò non significa un Nitro old school: pochi campionamenti, suoni elettronici e dubstep (quella più minimale, vedi “Kill ‘em All”), marchio di fabbrica della Machete, dominano l’album. Però ecco apparire Dj Shocca prezzemolo in "Back Again"! E guarda un’ po questo Neffa campionato in casa di Salmo! Insomma tra distinguersi in chiave hardcore e fare qualcosa di nuovo riallacciandosi alla “tradizione” rap italiana, Nitro ha scelto la seconda possibilità: brama di pubblico o passione sincera? La risposta supera le mie capacità e il mio interessamento. Su questo suono mezzo vecchio e mezzo nuovo entra la voce di Nitro, e quando arriva su “0” è il miracolo. Timbro maturo, flow dritto e preciso, ma pesante su ogni quarto e violento quanto basta nelle chiusure: c’è fotta. Ma ciò che veramente lascia a bocca aperta sono le liriche: rime non forzate, ma ricercate, linguaggio violento senza essere banale, espressivo con sincerità, metriche calcolate al millimetro e contenuto sostanzioso, sentito, emozionante. “0” è una strofa, tolto l’intro dura manco due minuti, ma vola dritta nell’Olimpo del rap italiano, insieme a quella che è probabilmente la coppia di barre migliore dell’album: “Io che son sempre stato la seconda scelta, Dalla peggior troietta al migliore amico di merda. Ero quello in cameretta che non se ne andava ai party, E, se c'andava, si annoiava e guardava ballare gli altri.” Insomma, come mai se dopo una strofa ero già innamorato, a fine album ero dell’umore sopra descritto? La risposta ce la dà il secondo pezzo, “Back Again”, ovvero un amalgama incoerente e indigesto di clichè inutili e ritornelli imbarazzanti su una base scritta senza nemmeno la voglia. 


La questione è tutta qui, già nei primi 5 minuti: l’album è un altalena senza mezze misure di capolavori e brani insensati: tra malriusciti passaggi ad alta velocità, cantati scandalosi e falsi stereotipi vari pezzi risultano decisamente mediocri. Danger si può spaccare a metà, tenendo la metà dei brani(“0”, “Bipolar Mind”, “Margot”, “Storia di un Presunto Artista”, “Whituout You”) e buttando tutto il resto. L’impressione è che Nitro abbia avuto fretta di sfruttare il momento positivo della sua carriera per far uscire l’album, a costo di qualche riempitivo e singolo per un pubblico di hip-hop medio. E la cosa mi fa arrabbiare davvero perché Nitro ha numeri troppo alti per rovinare le sue opere con scelte commerciali: non esito infatti a definire pezzi come “Storia di un presunto artista” e “Margot”, tra i più belli del rap italiano di sempre. In particolare nel secondo dei due brani Nitro sbalordisce gestendo allaperfezione un ostico 6/4, con frasi in cui quasi ogni parola rima con la successiva. Insomma Danger è un forziere in cui separare alcuni diamanti dal ciarpame, ma anche la promessa di un artista che ha tempo per crescere. Alla prossima Nitro: alla maturità voglio darti la lode!

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