mercoledì 23 aprile 2014

Circus, il nuovo singolo di Mezzosangue

"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rimangano in silenzio"


Se mi seguite saprete che il signore Passamontagna rientra tra i miei 5 rapper preferiti senza neanche aver prodotto un disco. Ebbene, oggi è un grande giorno. E' un grande giorno perchè Mezzosangue ha pubblicato sul suo profilo Youtube il primo singolo del nuovo album: Circus.

Mezzosangue ancora una volta ci sconvolge con i suoi testi pregni di rabbia, con influenze orwelliane e  veri ideali anarchici. Il circo è lo stato che ci ammaestra e Mezzo con questo singolo vuole urlare al mondo di ribellarci al sistema, senza mai scadere nella banalità di un A.C.A.B. o luoghi comuni triti e ritriti.


Le aspettative sono alte: toccano il cielo. So che Mezzosangue non deluderà, l'unico timore che ho è che un giorno la rabbia lo abbandoni. Big Up Mezzo.


mercoledì 16 aprile 2014

Rocco Hunt e Il Nu Juorno Buono Milanese

Volete un rapper che racconta la vita in un italiano comprensibile?
Volete un rapper che racconta dei veri problemi dell'Italia?
Volete un rapper che parla di stronzate moraliste?

Bene, Rocco Hunt è a vostra disposizione per qualsiasi servizio vogliate.


Rocco Hunt che pensa a noi ascoltatori

Ogni tanto, in qualche featuring, si sentiva il ronzio di questo nome: Machete Mixtape I e II, The Night Skinny, il nostro buono e gentile Frizt e qualche altra collaborazione che  (fortunamente) ho dimenticato.

Non è che provi qualche risentimento per il rap cantato in napoletano, solamente, essendo nato al nord, non lo capisco. Ed è buffo pensare che A Falsita Verità è ben saldo al primo posto nella classifica FIMI, quando  il 99,9% degli italiani parla italiano nelle proprie abitazioni. Ma non è di vendite che voglio parlarvi.

Rocco Hunt è schizzato a quasi 10 mln di visualizzazioni su youtube principalmente per la sua rasatura da vero playboy e in minima parte per il suo trionfo nella sezione giovani proposte a San Romolo e Remo. Una vincita davvero combattuta contro avversari del calibro di Vadim e The niro, notoriamente conosciuti per il loro passato con Dr. Dre e Eminem.

Il suo vero ed eccitante Lato B

Il suo singolo "Nu juorno Buono" è diventato famoso per il suo ritornello facilmente capibile per la popolazione italica ma sopratutto perché parla dei tragici problemi che affliggono Napoli.

Questa canzone soffre di buonismo cronico, sembra che il nostro Rocco Siffredi  si fosse messo in un angolo della strada ad elemosinare televoti, facendo sentire in colpa quelli che un'ora prima avevano sbraitato "TERRONI DI MERDA" al primo tizio passato davanti a casa.

Poi vogliamo discutere del suo album? No davvero, vorrei criticarlo, seriamente. Ma non riesco a capirlo. E qui torniamo al discorso di prima sulle vendite,che non voglio trattare, mica sono un venduto come voi. O come Fabri Fibra.

"Dimentica di andare fuori per lavoro
Le nuove aziende fioriranno nel tuo territorio"
Dai, parliamoci chiaro. Rocco Hunt senza S. Remo con un singolo come Nu Juorno Buono non avrebbe mai avuto lo stesso successo . Ma che cazzo dico, non avrebbe avuto successo e basta. L'hip-hop e di conseguenza il rap affondano le proprie radici nel desiderio di cambiamento, nella rabbia dei giovani e se proprio vuoi cantare stronzate moraliste...beh va a fare il cantautore e non propinarci rap due rime e un significato tanto banale da essere ridicolo.

E comunque, se O'vient non fosse diventata un singolo da radio, col CAZZO che mandavano casualmente Sbrocco Hunt a S. SCEMO  Remo.

Clementino tutta la vita.

domenica 13 aprile 2014

Top 5 Rapper | Feterrico Music

E' sempre una sfida ardua essere coerenti con se stessi. Stilare una classifica definitiva è un'impresa titanica. Ci sono talmente tante variabili che nel giro di 6 mesi questa classifica potrebbe essere ribaltata, addirittura il primo posto potrebbe non essere neppure tra i primi 5 preferiti. La più grande variabili che sguazza in questo oceano di interrogativi è il tempo. Non si sa cosa può accadere: il mio rapper preferito potrebbe vendersi l'anima ed andare ad amici, potrebbe morire ed essere consacrato ad artista della vita (un po' come è successo a Kurt Cobain), qualche altro rapper potrebbe fare un disco insuperabile dall'attuale scena...Insomma, non prendete questa (anzi tutte) classifica come definitiva, potrà cambiare e mutare, ma vi assicuro che in questo momento sono stato il più coerente possibile con me stesso.
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5°Posizione : Kaos
Questo è l'unico rapper della vecchia scuola inserito nella classifica. Se al suo tempo gli altri rapper parlavano di stronzate, Kaos ha creato il rap serio, che tratta di tematiche importanti e che non è solo una cazzata adolescenziale. kArma, a mio parere il suo miglior disco, ha racchiuso all' interno tutto il suo lavoro precedente: il suo album definitivo.
Con il suo pessimisto Kaos ha cambiato radicalmente il corso dell'hip-hop nella nostra terra . Di Kaos mi fa impazzire il suo timbro: urlato e isterico, assolutamente inconfondibile.


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4°Posizione : Mezzo-sangue
E' bastato un solo Mixtape per farmi innamorare del rapper romano. I suoi testi sono colmi di odio verso il sistema: ma non il classico A.C.A.B. scritto sui muri della stazione. Il suo è un odio più maturo, profondo e giustificato. Le sue tracce sono dei veri e propri manifesti musicali, con le sue rime tocca i veri problemi dello stato: il governo, il lavoro la criminalità, la sanità, sono dei veri e propri manifesti musicali.
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3°Posizione : Nitro
Nitro compare prepotentemente nella scena italiana con il suo singolo We takin'it back. I brani di Nitro sono costantemente avvolti da un'atmosfera cupa, con una punta di tristezza. Canzoni come "Storia di un presunto artista" e  "Mr. Andersen " rappresentano perfettamente il suo carattere ai due estremi: da calmo e riflessivo a incazzato e iracondo.
Tecnicamente  Nitro sfiora la pefezione.
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2°Posizione : Rancore
Ci sono rapper che si limitano a fare musica, altri fanno poesia. Bene Rancore fa arte. Silenzio, il suo ultimo album, è un dipinto che raccoglie la sua essenza.E' un viaggio che parte dai drop dubstep e tecnicismi di "D.A.R.K.N.E.S.S." e finisce con un "Silenzio" tombale. I beat su cui canta, prodotti dal fantastico DJ MYKE, rendono in maniera perfetta l'atmosfera che la canzone vuole avere, nostalgica e triste in ''L'eterno ritorno" e onirica e introspettica "Dove siete spiriti".Se dovessi descrivere con un solo aggettivo la sua produzione musicale, direi profonda. Recensione --> qui

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1°Posizione : Salmo
Siamo arrivati al capolinea, alla resa dei conti definitiva: il primo posto. Tra tutte le altre posizioni questa è la intima . Perchè Salmo?
Salmo è stato il mio primo rapper, le  rime negative e grezze di "The Island Chainsaw Massacre" mi hanno letteralmente ammaliato. Premetto che per capire Salmo bisogna avere una certa sinergia con il suo carattere. Ascoltando le sue canzoni mi sento preso in causa, le sue tematiche le vivo in diretta tutti i giorni : la notte, il pessimismo, la paranoia e l'incertezza.
Salmo tra tutti i rapper italiani è quello più sinistro sia nelle basi che nei testi. The Island Chainsaw Massacre e Death Usb concentrano tutto il suo lato peggiore in note musicali. Capolavori.

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La classifica è finita, se avete voglia, tramite un commentino qua sotto potete farmi sapere qual è o quali sono i vostri artisti preferiti. Stay tuned.

sabato 12 aprile 2014

Danger di Nitro secondo Lorenzo | Feterrico Music

Ed è in questi casi che si concretizza il vero scopo del mio blog. Dialogare e discutere con altre persone con cui condivido al stessa passione.
Parlando con il mio amico Lorenzo è nata una collaborazione, quindi, se non siete dei vegani, passate dal suo blog. Il titolo è rappresentativo: Il Rap italiano e Bhetooven




Nitro mi fai incazzare. Dopo Danger mi sono sentito come un professore con quell’alunno che prende nove ogni tanto, quando gli gira, ma che si sforza tutto l’anno per non superare il 5 e mezzo. Così che arrivi a giugno e dici: “e io che voto gli do a questo? Chiunque segua un po’ la scena rap italiana non poteva che affacciarsi curioso sul primo disco vero e proprio del rapper di casa Machete; la voce rauca e violenta, l’ immagine da mezzo nerd metallaro, le rivendicate influenze spesso lontane dalla Black Music (Metal, Punk e Hardcore in primis) fanno di lui un vero unicum fin’ora nella scena italiana. Anche io quindi me ne sono procurato presto una copia e con quale risultato appunto? Una bella incazzatura. Ma prima vi parlo un po’ dell’album in generale...


Il sound è estremamente coerente, cupo e pesante anche se levigato e meno spinto rispetto ad apparizioni precedenti. Abbandonata quasi del tutto la techno più hardcore ed evitate le chitarre distorte, insomma superata la rabbia feroce e grezza di Jack e Sally, l’album è soprendentemente hip-hop. Certo ciò non significa un Nitro old school: pochi campionamenti, suoni elettronici e dubstep (quella più minimale, vedi “Kill ‘em All”), marchio di fabbrica della Machete, dominano l’album. Però ecco apparire Dj Shocca prezzemolo in "Back Again"! E guarda un’ po questo Neffa campionato in casa di Salmo! Insomma tra distinguersi in chiave hardcore e fare qualcosa di nuovo riallacciandosi alla “tradizione” rap italiana, Nitro ha scelto la seconda possibilità: brama di pubblico o passione sincera? La risposta supera le mie capacità e il mio interessamento. Su questo suono mezzo vecchio e mezzo nuovo entra la voce di Nitro, e quando arriva su “0” è il miracolo. Timbro maturo, flow dritto e preciso, ma pesante su ogni quarto e violento quanto basta nelle chiusure: c’è fotta. Ma ciò che veramente lascia a bocca aperta sono le liriche: rime non forzate, ma ricercate, linguaggio violento senza essere banale, espressivo con sincerità, metriche calcolate al millimetro e contenuto sostanzioso, sentito, emozionante. “0” è una strofa, tolto l’intro dura manco due minuti, ma vola dritta nell’Olimpo del rap italiano, insieme a quella che è probabilmente la coppia di barre migliore dell’album: “Io che son sempre stato la seconda scelta, Dalla peggior troietta al migliore amico di merda. Ero quello in cameretta che non se ne andava ai party, E, se c'andava, si annoiava e guardava ballare gli altri.” Insomma, come mai se dopo una strofa ero già innamorato, a fine album ero dell’umore sopra descritto? La risposta ce la dà il secondo pezzo, “Back Again”, ovvero un amalgama incoerente e indigesto di clichè inutili e ritornelli imbarazzanti su una base scritta senza nemmeno la voglia. 


La questione è tutta qui, già nei primi 5 minuti: l’album è un altalena senza mezze misure di capolavori e brani insensati: tra malriusciti passaggi ad alta velocità, cantati scandalosi e falsi stereotipi vari pezzi risultano decisamente mediocri. Danger si può spaccare a metà, tenendo la metà dei brani(“0”, “Bipolar Mind”, “Margot”, “Storia di un Presunto Artista”, “Whituout You”) e buttando tutto il resto. L’impressione è che Nitro abbia avuto fretta di sfruttare il momento positivo della sua carriera per far uscire l’album, a costo di qualche riempitivo e singolo per un pubblico di hip-hop medio. E la cosa mi fa arrabbiare davvero perché Nitro ha numeri troppo alti per rovinare le sue opere con scelte commerciali: non esito infatti a definire pezzi come “Storia di un presunto artista” e “Margot”, tra i più belli del rap italiano di sempre. In particolare nel secondo dei due brani Nitro sbalordisce gestendo allaperfezione un ostico 6/4, con frasi in cui quasi ogni parola rima con la successiva. Insomma Danger è un forziere in cui separare alcuni diamanti dal ciarpame, ma anche la promessa di un artista che ha tempo per crescere. Alla prossima Nitro: alla maturità voglio darti la lode!

lunedì 7 aprile 2014

Intervista a Jack the Smoker | Feterrico Music


Avete presente quel senso di inadeguatezza quando incontrate una persona famosa? Esattamente, quel senso di disagio, quasi paura. Ecco, con Jack the Smoker è stato diametralmente l'opposto.
Jack the Smoker, nato a Milano nel 1982, comincia la sua attività hip-hop dal '96. Fin da subito Jack con i suoi brani affronta tematiche importanti, distinguendosi immediatamente dalla massa. Incide Alba, il suo primo album, nel 2003 con Mace. Tra numerose collaborazioni con rapper famosi come Gue Pequeno, Bassi Maestro e Mondo Marcio e diversi Mixtape, il rapper milanese arriva a collaborare al progetto Machete, diventandone membro attivo.




·  1. Cosa ne pensi della scena rap italiana?

Fondamentalmente sono uno che si fa abbastanza i cazzi propri, detto questo sono contento di vedere come le cose siano cambiate  nel senso di un aumento delle persone interessate al rap; ci sono realtà molto interessanti e anche parecchie robe fiacche, ma finalmente un ascoltatore ha una scelta ampia quando si approccia al rap

·  2. Quando scrivi, preferisci prima avere una strumentale? Quanto è importante in un pezzo?

Succede praticamente sempre, anche perché credo molto nel fatto che ogni beat necessiti di un’interpretazione particolare o un tipo di flow ad hoc in base alla ritmica dei synth, dei bpm,delle batterie; piuttosto mi capita in ogni momento della giornata di annotarmi singole parole con un bel suono o alcune  frasi a parte, poi però rielaboro tutto sul beat che userò per quella determinata traccia

·  3. Quali sono le tue ispirazioni per fare rap?

Molti artisti americani dei 90s mi hanno dato un forte imprinting stilistico, strettamente hip hop, direi figlio della scuola newyorkese, ma da molti anni credo di avere un modo di rappare tutto mio, perché negli anni ho lavorato sempre di più sull’interpretazione e sulla personalizzazione della scrittura o della voce

·  4. Quale credi che sia il tuo pezzo migliore?

Difficile dirlo anche perché io non sono mai sazio e cerco sempre di evolvere il mio modo di scrivere ed interpretare, quindi pochi pezzi sono per me uno step definitivo da incorniciare, piuttosto parte di un percorso 


·  5. Perchè hai sentito il bisogno di scrivere musica rap?

Appena ho capito di essere in grado di chiudere due rime ho cominciato a scrivere testi, probabilmente per la forte attitudine che ho avuto fin da piccolo a creare frasi ad effetto: diciamo che in un modo pre hip hop ho sempre fatto punchlines e giochi di parole 

·  6. Come credi si sia evoluto il rap dagli anni 90' ad oggi? In positivo o in negativo?

Si è evoluto. Non esiste un punto di vista oggettivo a riguardo; innegabilmente ora c’è meno interesse per un certo tipo di aspetti positivi che fanno parte della cultura hip hop in senso aggregativo, ma al contempo vedo anche meno fissazioni e paranoie sull’hip hop in se’ che ora è diventato davvero un mezzo e non un fine; vedere ragazzi molto piccoli che sanno già chiudere barre in un certo modo mi rende veramente felice perché è  segno del fatto che molti di loro impareranno fin da subito ad esprimere dei pensieri in autonomia 



·  7. Quali sono le ragione per cui ti sei unito alla machete crew?

Ho sempre ammirato chi sa unire la capacità di creare prodotti di qualità ma contemporaneamente lasciando un’immagine di se’molto ben definita e  senza addolcire la pillola per il grande pubblico

·  8. Come definiresti il tuo stile?

Mi piacciono le simmetrie e le forme ricorrenti sia a livello grafico che linguistico, quindi credo che questo si rifletta nel mio modo di scrivere, molto paranoico nella ricerca sillabica e nelle tematiche



·  9. Come credi che possa fare un rapper emergente per entrare nella scena italiana?

Avendo cura di non sbagliare i tempi e valorizzando il prodotto in modo che ne esca fuori qualcosa di unico e non replicato

·  10 L'ultima è mia personale perchè muoio dalla voglia di chiedertelo, a quando il machete mixtape III?

Molto presto!


Ringrazio dal profondo Giacomo, che fin da subito si è mostrato disponibile ed educato nei miei confronti, una delle poche persone a cui la fama non abbia fatto perdere la testa. Grazie davvero, Big UP.

giovedì 3 aprile 2014

Non se ne Parla di Gemitaiz & MadMan - Recensione | Feterrico Music

La coppia di rapper più fuori di testa della scena italiana torna a far parlare di sè con il singolo del nuovo album: "Non se ne Parla".
Precedentemente Gemitaiz e MadMan avevano lavorato assieme nell'EP "Detto Fatto", che sfondò il botteghino con oltre 3 milioni di visualizzazioni, e nel mixtape "HaterProof".


I due artisti in questo singolo raccontano la loro adolescenza, con i suoi problemi,  ansie e paranoie, e del loro futuro, tra dubbi e incertezze. Il tema della droga e dell'alcol, come in ogni loro produzione, è presente, ma rende il tutto più nostalgico: come se volessero dire che i loro momenti da spensierati stiano per finire. L'arrivo delle responsabilità, sia in quanto cantanti di successo che come persone, si sente.
In "Non se ne parla" sentiamo spesso frasi al passato,che rimandano ai loro bei vecchi tempi, un po' come succede in "On the Corner" dello stesso Gemitaiz.
Il Beat che unisce classici motivetti house al loro inconfondibile stile electro-dance fa scoppiare le casse: velocissimo, con bassi da paura e soprattutto quegli strisciamenti pulsanti che ti fanno impazzire. Non sono un amante di questo tipo di beat ma lo riesco ad apprezzare largamente.
Che lavorino bene insieme era già stato dimostrato, ma sarà davvero questo nuovo album a consacrare Gemitaiz e MadMan rapper ''famosi''?



Dal singolo si può già capire che indirizzo avrà questo nuovo disco, ma nulla è certo. Sarà all'altezza dei precedenti? Di una cosa siamo sicuri: non si torna indietro.

mercoledì 2 aprile 2014

Foga di En?gma - Recensione

En?gma, artista che seguo e supporto dalla mia rinascita musicale, il primo aprile ha fatto uscire il suo primo e vero proprio Album: Foga.
Militante nella MACHETE CREW sino dalla sua fondazione, En?gma ha saputo conquistare il cuore di centinaia di migliaia di persone con singoli come Tyler Durden, Ipnosi , Malapoetry XXI e molti altri.
L'anno scorso fece uscire uno degli EP che preferisco in assoluto: Rebus. Molto stile Machete, Rebus affronta tutti gli argomenti cari al nostro rapper sardo:l'ignoto, le domande, l'astratto.



Foga è l'indiscutibile evoluzione del suo stile. E' passato da un astio  adolescenziale ad un odio più profondo, liriche e metriche incastrate come pezzi di un puzzle e alla vera creazione del suo inconfondibile gergo. 
Ascoltando En?gma  sembra di ascoltare  poesia. 
I suoi termini forbiti rimandano ad un lessico alto e ricercato, tutto il contrario di quello che molti rapper del momento cercano di fare. Ovviamente questa scelta stilistica è un chiaro riferimento alla sua indole pensierosa e alla sua avversione verso l'omologazione. Se in America, come in Italia, i rapper usano il cosidetto gergo da strada, En?gma va oltre e crea un gergo tutto suo.




Tra le tracce che preferisco, una in particolare ha colto smisuratamente la mia attenzione: Il rumore dell'Umore. Una canzone che parla della volubilità dell'animo, di come spesso l'angoscia prenda il sopravvento e la felicità sia solo di passaggio nella sua vita. Il beat prodotto da Ergobeat (già presente nella celebre Olimpiade, singolo estratto da Machete Mixtape II) descrive perfettamente lo stato mentale dell'artista. Emblematico il ritornello : In cosa mi trasformo sta notte?
Altro pezzo interessantissimo è John Nash che come in molte altre canzoni, En?gma si ispira per la canzone  ad un film: A beutiful Mind. Il testo ripercorre la psiche del matematico: sogni, speranze, aspettative ed illusioni. Il beat che parte con una chitarra pulita diventa sempre più distorto, come se volesse significare il declino della malattia mentale di John Nash.
Foga, trattata come un Intro nel disco, si discosta leggermente dal clima dell'album. Manca dell'ansia di fondo che percorre tutto l'album, ma non per questo è evitabile, tutt'altro. Rime complicate, tempi velocissimi e quel tocco di autostima in più, rende questo singolo una delizia per le orecchie. 

Noto con piacere che i 3 big della Machete si stanno evolvendo, senza mai dimenticare le proprie origini: beat cupi e precipitosi, temi accattivanti  e, sopratutto, quel senso di insoddisfazione che aleggia intorno ad ogni loro canzone.
En?gma con questo album si riconferma uno dei rapper migliori della scena italiana. Speriamo che troveremo altre traccie di questo calibro nel Machete Mixtape III.